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Casinò online legali... la situazione ante e post 18 luglio 2011

Avevamo preparato gli articoli che seguono in tempi non sospetti e precendeti alla data del 18 Luglio 2011, data in cui sono stati lanciati i primi casinò online legali con regolare concessione GAD rilasciata dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. Gli articoli che seguono sono pertanto ormai privi di significato, ma possono essere indicativi dell'evoluzione del settore e della "confusione" che è regnata e regna ancora nel settore dei giochi online. Per informazioni aggiornati vi consigliamo la lettura dell'articolo: "Come riconoscere i casinò online legali in Italia con concessione AAMS".

Vogliamo ribadire che gli articoli che seguono sono stati lasciati così come li avevamo scritti "prima dell'apertura del nostro mercato" ai casinò online ed ai diversi giochi d'azzardo in linea. Pertanto essi hanno un valore esclusivamente simbolico e storico, e non di informazione essendo ormai completamente "datati".

Nel 2011 previste le prime licenze aams anche per i casinò online

La notizia è di questi giorni, dopo aver approvato l'introduzione del poker online, che dal 2011 sarà possibile anche nella forma cash oltre che nella ormai consolidata forma torneistica, sembrerebbe che l'AAMS stia concedendo anche le prime licenze "le uniche legali in Italia" per l'esercizio dei casinò online.

I casinò online che subito si sono lanciati in questa nuova avventura sono manco a dirlo, quelli più rinomati della rete: innanzitutto William Hill, il famoso bookmaker inglese, di cui accanto vedete un banner in cui potrete richiedere di essere informati sull'entrata in funzione effettiva del nuovo William Hill Italia con concessione aams.

Proprio in virtù della sua prossima entrata in scena nel mercato italiano William Hill ha chiuso dal 20 dicembre le iscrizioni a tutti i casinò del suo gruppo da parte dei residenti sul territorio italiano. Anche altri casinò online, in attesa di licenza aams nel 2011, hanno optato per la stessa soluzione, tra questi il famoso casinò 888 (una vera e propria istituzione) ed il casinò Wild Jack, con sede e licenza già a Malta. Aspetteremo... l'anno 2011 si preannuncia pieno di sorprese!

I casinò online sono legali? Ma dove!

Già il titolo di questo articolo è decisamente provocatorio. "I casinò online sono legali? Ma dove!?", sta appunto a significare che non esiste una risposta univoca a questa domanda, ovvero che la legalità o meno di un casinò online dipende dal paese dal cui territorio il giocatore proviene, al momento del gioco. Quindi a seconda del paese in cui vi trovate mentre giocate, diversa sarà la risposta a questa domanda.

Con questo breve articolo intendiamo rispondere a tutte quelle domande che troviamo nei forum relativamente alla legalità o meno dei casinò online. In particolare domande come: "i casinò online sono legali in Italia?", "la licenza concessa a malta o maltese è riconosciuta in italia?", "i casinò con licenze concesse in altri stati europei sono legali o riconosciuti in Italia?" e così via.

Questa esigenza è nata non solo dalle domande spesso poste nei forum, come abbiamo accennato sopra, ma anche dalle fuorvianti informazioni che vengono date su altri portali relativi ai casinò online. Pertanto di seguito analizzeremo la situazione italiana, e quella di altri paesi europei.

I casinò online sono legali in italia? La risposta è ancora "NO" (articolo del 2009)

Se dovessimo dare una risposta univoca alla domanda sulla legalità dei casinò online in Italia, la risposta sarebbe "no". Ed è abbastanza ovvio che sia così. I casinò online non rientrano ancora all'interno dei giochi forniti a mezzo di strumenti informatici e telematici approvati od approvabili dall'AAMS, ovvero l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, l'ente preposto alla concessioni di autorizzazioni ed al controllo della materia del gioco in Italia.

A differenza del poker online, dove la situazione è ormai più complessa, in quanto essendo stato "legalizzato" ed introdotto il poker online anche nel nostro paese, la situazione è particolarmente confusa in quanto online coesistono operatori che hanno ottenuto licenza aams italiana ed operatori che non l'hanno neppure richiesta; per quanto riguarda i casinò online, la risposta è semplice in quanto la tipologia di giochi offerta non rientra (ancora, diciamo noi, data la continua evoluzione della materia -ricordiamo che solo fino a qualche anno fa era impensabile pernsare al poker come gioco legale in Italia!-) tra quelle "autorizzabili"; in parole povere ad oggi, giugno 2009, nessun casinò online può, stante l'attuale normativa, offrire giochi di sorte legalmente nel nostro paese.

Chiarita la questione, bisogna però ammettere che molti casinò online hanno licenze concesse in altri stati europei, e diverse volte la Corte di Giustizia Europea si è schierata a favore degli stati concedenti, ritenendo il gioco online, un servizio e come tale, rientrante nella generale previsione del trattato istitutivo dell'Unione Europea, che prevede la libera circolazione dei cittadini, delle merci e dei servizi.

Inoltre anche i poker online che oggi hanno regolare licenza italiana rilasciata dall'aams, erano fino a qualche anno fa regolamentati da licenze concesse da altri paesi, ed erano "non legali" nel nostro paese. Questo significa che gli operatori sono affidabili e sicuri, ma il nostro stato procede con ritardo ad introdurre le innovazioni normative che in altri paesi sono più veloci.

Inoltre ricordiamo che non è vietato giocare ai casinò online perchè si è italiani (quasi fosse uno status) ma è vietato agli operatori (quindi non ai giocatori) effettuare raccolta sul territorio italiano se "sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per operare la raccolta di giochi in Italia", per citare esplicitamente una parte della motivazione usata dall'aams nell'oscuramento dei siti dei casinò online.

Ciò significa che se ci trovassimo in vacanza, od in viaggio di lavoro in uno stato "più aperto", ad esempio la Gran Bretagna o l'Austria, potremmo tranquillamente con il nostro portatile giocare al casinò online che più ci aggrada.

Speriamo di essere stati chiari.

I casinò online sono legali in Inghilterra? La risposta è sicuramente "SI" (articolo del 2009)

Dopo aver chiarito (speriamo) la situazione italiana, vogliamo soffermarci su un paese che ha da sempre manifestato profonda fiducia nei suoi cittadini ed un'amore nei confronti delle libertà tale, da regolamentare per primo una materia "spinosa" come quella del gioco online: l'Inghilterra.

La terra d'Albione ha regolamentato in modo omogeno e completo tutta la materia del gioco d'azzardo, anche quello telematico, con il "Gambling Act" del 2005, l'equivalente normativo di un nostro "Testo Unico" (pressappoco). L'entrata definitiva in vigore del Gambling Act è slittata fino alla seconda metà del 2007, ed è oggi normativa vigente per tutta la materia del gioco online.

L'orientamento normativo anglosassone è stato decisamente più aperto nei confronti degli operatori del gioco d'azzardo online: due sono gli aspetti da mettere in evidenza ed in rilievo. Ai cittadini inglesi è concesso scegliere qualsivoglia operatore desiderino, cioè qualsiasi casinò online, sia esso con licenza concesso da stati europei o d'oltreoceano: in altre parole il cittadino inglese (a differenza di quello italiano) può contare su una libertà massima e totale, non intervenedo lo stato a sua tutela e ritenendolo in grado di "intendere e di volere"! Il secondo punto riguarda, invece, la possibilità di effettuare propaganda e pubblicità sul suolo britannico da parte degli operatori del gioco online. Orbene questo non è consentito a tutti gli operatori, ma solo a quei casinò online, poker, bingo, bookmakers che soddisfano una serie di requisiti richiesti dalla legge stessa. Tali requisiti sono dati per soddisfatti, quindi sono legali e possono pubblicizzare i propri giochi all'interno dell'area anglosassone senza necessità di licenze aggiuntive o di controlli, tutti quegli operatori che hanno licenza rilasciata da altro stato europeo o facente parte dell'EEA (European Economic Area). Gli altri operatori che hanno licenza concessa da altri stati (ad esempio Antigua, anzichè la Tasmania) necessitano un'interessamento da parte dello stato concedente, che può richiedere l'inserimento all'interno della cosiddetta "white list". La " white list" è una sorta di elenco delle giurisdizioni sulle cui procedure di concessione e di controllo delle licenze di gioco, l'Inghilterra esercita un controllo di conformità, per poter equiparare gli operatori di quegli stati a quelli nazionali ed europei.

Come si può notare la situazione anglosassone è diametralmente opposta a quella italiana. Nel variegato mondo dell'Unione Europea, coesistono orientamenti più vicini a quello italiano (ad esempio Francia, Grecia) ed orientamenti più vicini a quello inglese (ad esempio Austria, Belgio). Speriamo che un giorno si riuscirà ad armonizzare la materia (altrimenti non capisco perchè interessarsi ancora delle istituzioni europee!)