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Il gioco online in Europa: Danimarca e Spagna

| May 4, 2012 | 0 Comments

La posizione nei confronti del gioco d’azzardo online era fino a qualche tempo fa abbastanza diversificata e si orientava in due opposte direzioni; c’erano paesi come la Gran Bretagna che con il Gambling Act del 2005 (entrato in vigore il 2007) avevano sostanzialmente (e compatibilmente con la propria idea di libertà) lasciato libertà di scelta ai cittadini britannici ed imposto alcuni requisiti ad operatori concessionari in UK, in Europa o di stati extracomunitari parificati attraverso un procedimento denominato “whitelisting”, solo per le modalità di pubblicizzazione sul suolo britannico.

Altri Paesi come l’Italia (prima della liberalizzazione delle concessioni per i giochi da casinò online) e come la Francia, avevano optato per una politica molto più protezionistica, vietando, per differenti motivazioni spesso legate all’ordine pubblico, l’accesso dei propri cittadini ai giochi di sorte offerti da società extra-nazionali.

Altri paesi ancora non avevano assunto nessuna posizione in materia, fornendo quindi per i casinò online di tutto il mondo un bacino  “neutro” di possibili giocatori. Ma con il passare del tempo, queste posizioni “neutre” si stanno decisamente assottigliando (rimane ancora la Germania in questa tipologia, ma crediamo per pochi anni), e l’orientamento più comune dei paesi che cominciano a regolamentare il gioco online è più vicino a quello Italiano, del rilascio in proprio di concessioni “nazionali”, che quello britannico del “laissez-faire” a patto che siano soddisfatti alcuni requisiti preliminari e propedeutici.

Così da ultimi la Danimarca, di cui potete vedere nell’immagine il logo della “Gambling Commission”, l’omologa danese dell’aams, e la Spagna hanno deciso di concedere in proprio le licenze per i giochi di sorte online; la Danimarca, da questo punto di vista è decisamente più avanti, e già esistono (come attualmente in Italia) i primi casinò online concessionari danesi; si tratta in genere di marchi di gruppi internazionali entrati nel mercato, così come è avvenuto in quello italiano, che hanno richiesto e ricevuto la relativa licenza di gioco nazionale.

La Spagna si avvia anch’essa in questa direzione, ma al momento non ci risultano ancora operatori già concessionari, quindi la strada è ancora in salita. Ad ogni modo il fenomeno del pionierismo e del disinteresse degli stati nei confronti del mondo del gioco online, sembra definitivamente tramontato. E forse anche per colpa della crisi.

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